Monte Mario (BO) – E

Contrafforte Pliocenico (BO)

ALTRE INFO: 

STORIA RECENTE: Monte Mario è il rilievo che domina il punto d’incontro delle valli del Setta e del Reno, entrambe percorse da importanti vie di comunicazione. Per la sua posizione panoramica ha avuto un ruolo significativo negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. Tra il 1944 e la primavera del 1945 queste colline facevano parte del sistema difensivo della Linea Gotica, la grande linea fortificata con cui l’esercito tedesco tentava di rallentare l’avanzata degli Alleati lungo la penisola italiana. Presso Monte Mario le truppe tedesche installarono punti di vedetta e piccole fortificazioni: durante il percorso, è importante osservare con attenzione il terreno, si potranno notare piazzole per mitragliatrici e mortai, che spesso venivano rinforzate con sacchi di sabbia. Da qui le truppe tedesche, già provate e in ritirata, cercarono di rallentare l’avanzata sfruttando le colline come ultima linea di resistenza prima della città. Tuttavia la superiorità alleata – in uomini, mezzi e supporto aereo – rese la difesa sempre più fragile. Tra il 18 e il 20 aprile 1945 la linea difensiva nelle colline bolognesi iniziò a cedere rapidamente. Il collasso del fronte in queste zone aprì la via verso Bologna. Andrea Secchi.

AMBIENTE: Monte Mario, una collina di facile accesso nella fascia preappenninica nei pressi di Sasso Marconi, si caratterizza per le ampie ondulazioni collinari, ove la flora presenta elementi d’interesse tipici di queste quote e già ad inizio primavera si possono notare sul percorso primule, viole, anemoni e qualche particolarità come il dente di cane e la dafne, mentre più avanti in stagione non è raro incontrare anche diverse specie di orchidee. Le principali essenze arboree sono costituite da latifoglie quali carpini, querce e castagni. Da non perdere la “vite del Fantini” altrimenti detto “il vitone del 600”, un ceppo secolare di circa 120 cm di circonferenza e tralci di oltre 10 metri. Sul percorso può capitare di osservare tracce della presenza della fauna selvatica tipica di questa fascia appenninica, soprattutto ungulati, volpi, istrici e tassi, attivi soprattutto dal tramonto. Importante anche la presenza di diverse specie di uccelli tra cui picchi, upupe e rapaci. Marco Rabacchi.

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